Quasi trecento alunni dell’ITTS “Belluzzi-da Vinci, insieme agli studenti della provincia di Rimini, hanno incontrato la scrittrice Silvia Avallone e il professore Matteo Severgnini il 19 marzo al Palasport Flaminio di Rimini. L’incontro è stato organizzato dal Portico del Vasaio, in collaborazione con la Consulta Studentesca Provinciale, e ha coinvolto oltre 1.200 studenti e un centinaio di docenti. A questo primo momento seguirà, dal 21 al 24 aprile la possibilità di vistare la mostra “Profezie per la pace”, presso l’ex cinema Astoria. L’iniziativa è stata patrocinata dal Comune di Rimini e il progetto caldamente promosso dal nostro istituto.
Il titolo dell’incontro “Ciò che nell’inferno non è inferno”, tratto da Le città invisibili di Italo Calvino, non è un semplice omaggio letterario, ma una provocazione urgente rivolta alla condizione giovanile contemporanea. Viviamo in un’epoca in cui l’”inferno” non è più una metafora lontana, ma una realtà quotidiana che si manifesta su due fronti speculari: l’inferno esteriore delle 184 guerre attive nel mondo e l’inferno interiore di una generazione segnata da un inedito “male di vivere”, fatto di smarrimento, isolamento e fragilità.
L’incontro è nato dalla volontà di non edulcorare questo scenario. Vogliamo guardare l’inferno negli occhi insieme ai ragazzi, non per rassegnazione, ma per esercitare quell’arte difficilissima che Calvino suggeriva: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.
È quel che è accaduto al personaggio del romanzo Cuore Nero. È quello che è accaduto ai ragazzi che hanno preparato, insieme al prof. Severgnini, la mostra Profezie per la Pace.
L’incontro con i 1.000 studenti di Rimini non è stata una lezione magistrale, ma un corpo a corpo con le domande che bruciano.: i giovani non sono rimasti spettatori, anzi hanno discusso con gli ospiti, in un dialogo che ha attraversato le forme dell’inferno contemporaneo: dalla fragilità di vivere alle relazioni difficili, fino alla guerra. Un faccia a faccia per cercare possibilità di riscatto, speranze, strade da percorrere. Perché “il male esiste”, ma come hanno ribadito i relatori, “non è l’’ultima parola”.
Qui sotto il link per seguire la registrazione dell’incontro:

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